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rally dello zoccolo

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rally dello zoccolo

Correva l’anno 1979 e un gruppo di giovani piloti e navigatori, appassionati delle quattro ruote e con una buona dose di inventiva, Luca Ciucci, Edoardo Petrini, Moreno Galliani, Augusto Parenzi e Renato Fruzzetti, s’inventò una nuova gara. “Ci trovavamo alle premiazioni del rally di Follonica e pensammo: sarebbe bello organizzare qualcosa di simile anche sul nostro territorio”.

Il pensiero si fece volontà. L’obiettivo era semplice: fare delle strade di casa propria, quelle tra Lucca e Segromigno, passando per le Pizzorne e la Mediavalle, il palcoscenico di una gara destinata a rimanere nella storia.

Con estrema facilità, gli organizzatori riuscirono a raccogliere la somma necessaria richiesta dall’Aci Lucca per mettere in moto la macchina del rally: 16 milioni di lire. Il Rally dello Zoccolo poteva finalmente vedere la luce. L’anno successivo, infatti, la prima edizione della gara si preparava ad accendere i motori: era il 1980.

Il primo anno furono 110 gli iscritti che decisero di correre lungo le strade che, da Segromigno in Monte, passavano per le colline lucchesi fino a Villa Mansi. Una lunga lista di piloti e navigatori, tra i quali anche quel Carlo Cassina destinato a entrare nella storia, a bordo di semplici auto da strada: all’epoca, infatti, per partecipare bastava indossare il casco. Sistemi di sicurezza più rigidi furono introdotti solo l’anno successivo, nel 1981, quando in gara si registrarono ben 150 equipaggi.

Un successo crescente, coinvolgente, nazional-popolare che suscitava emozioni irripetibili nel folto pubblico che si accalcava ore ed ore prima della gara ai bordi delle strade.

L’apice del successo il Rally dello Zoccolo lo toccò nel 1982, quando quasi 200 auto sfilarono in un anello che partiva e tornava a Segromigno in Piano. Tante le prove speciali: Montefegatesi, Fiano, Farneta, le Pizzorne – teatro d’eccellenza e platea privilegiata per famiglie, giovani, bambini, futuri appassionati di auto –, Pascoso, Gombitelli e Chiatri. E un giovanissimo navigatore che, forse, proprio durante una di queste prove speciali, riconobbe il richiamo delle quattro ruote: Paolo Andreucci, 10 volte campione italiano di rally e protagonista indiscusso delle gare nazionali. Ma “lo Zoccolo” fu il “padre” anche di altri grandi campioni italiani: Riccardo Trombi, pluricampione nazionale, e Renato Fruzzetti.

Il Rally dello Zoccolo è stata una gara “totale”: nell’arco di tre edizioni riuscì a conquistare i cuori di tutti, piloti, navigatori, appassionati e semplici amanti delle quattro ruote. Ebbe anche un trofeo dedicato, ideato dal celebre artista, scultore e pittore, Duilio Salsini: un piccolo zoccolo, con ruote e volante, per celebrare Segromigno, e la sua tradizione calzaturiera.

Dalla Piana, il Rally dello Zoccolo tornò al centro della vita motoristica lucchese, fondendosi con la celebre Coppa Città di Lucca, dando vita al Rally Città di Lucca, che ancora fa rombare i motori e sobbalzare i cuori. E oggi, con la passione di sempre, l’Automobile Club di Lucca torna con un nuovo rally storico, la Prima Coppa Ville Lucchesi, sulle stesse strade che trasformarono in realtà il sogno di quel gruppo di ragazzi, innamorati della vita, delle quattro ruote e delle cose belle.

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